Pdl a teatro

“Il comandante è tornato, tutti ai posti di combattimento”. Dal piccolo teatro Capranica di Roma (appena ottocento posti), Silvio Berlusconi apre ufficialmente la sua campagna elettorale (con in coda un piccolo malore, smentito). Di fronte a un Pd molto in difficoltà per l’affaire Mps, il Cavaliere nicchia forse imbarazzato (“non voglio intervenire su questa vicenda”), d’altra parte giovedì Berlusconi aveva detto di voler “bene a Mps”. Ma l’occasione è di quelle ghiotte, quasi irripetibili nel contesto di una difficilissima rimonta elettorale (il Pd è sopra di quasi diciassette punti).
12 AGO 20
Immagine di Pdl a teatro
“Il comandante è tornato, tutti ai posti di combattimento”. Dal piccolo teatro Capranica di Roma (appena ottocento posti), Silvio Berlusconi apre ufficialmente la sua campagna elettorale (con in coda un piccolo malore, smentito). Di fronte a un Pd molto in difficoltà per l’affaire Mps, il Cavaliere nicchia forse imbarazzato (“non voglio intervenire su questa vicenda”), d’altra parte giovedì Berlusconi aveva detto di voler “bene a Mps”. Ma l’occasione è di quelle ghiotte, quasi irripetibili nel contesto di una difficilissima rimonta elettorale (il Pd è sopra di quasi diciassette punti). E dunque il Cavaliere sarà pure imbarazzato, ma affida ad Angelino Alfano e al resto del Pdl un attacco frontale e spietato a un Pier Luigi Bersani che sullo scandalo della banca legata al Partito democratico ora periclita vistosamente. “Quelli del Pd sono senesi nell’anima”, dice il segretario Alfano strappando applausi nel piccolo teatro inevitabilmente stracolmo. “In questi trenta giorni di campagna elettorale racconteremo tutta la verità su Monte Paschi e la triade Pds-Ds-Pd. Il circo mediatico giudiziario che hanno costruito contro di noi negli anni gli si sta rivoltando contro”.
Ed è un pezzo di campagna elettorale la cui sceneggiatura si scrive quasi da sola, l’affondo scivola nella carne morbida di un Pd ancora stordito, sotto schiaffo. “La storia di Montepaschi è chiara. Sono stati il Pci, poi il Pds e poi il Pd a manovrare la fondazione cui fa riferimento la banca”, dice Fabrizio Cicchitto, il capogruppo del Pdl alla Camera. Ma nella campagna del Pdl sul caso Mps, ormai facilissima e tutta in discesa, c’è spazio anche per qualche colpo d’ascia contro Mario Monti che “regala ai truffatori i soldi dell’Imu”. Come ha detto Alfano, respingendo la mano tesa del professore: “Se c’è qualcosa da cui l’Italia deve essere mondata è Monti. Dal suo arrivo le cose sono andate sempre peggio. Lui gli italiani li ha stesi”. Il premier si era esercitato in una considerevole presa di distanze dal Pd e da Berlusconi (“hanno rovinato l’Italia”) rivolgendo parole carezzevoli al resto del Pdl, ma soprattutto agli elettori delusi dal Cavaliere: “Si potrebbe benissimo immaginare una collaborazione con quella parte”.